Gira in rete una poesia attribuita erroneamente a Brecht:
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Bertold Brecht?
Ma in quale raccolta di Brecht si può trovare questa poesia di Brecht? In nessuna.
La poesia è stata erroneamente attribuita al drammaturgo tedesco, così come accaduto per Neruda con la poesia “Lentamente muore” recentemente divenuta famosa per il discorso del ministro mastella alla camera .
Apparterrebbe invece al pastore luterano Martin Niemöller (1892–1984), che prima aderì e poi rinnegò il nazismo. In realtà non esiste una poesia completa scritta da Niemöller, “ricerche recenti hanno fatto risalire i sentimenti espressi nella poesia a discorsi tenuti da Niemöller nel 1946. In ogni caso, il testo della poesia rimane controverso, sia in termini di provenienza che nella sostanza. ” (wikipedia)
La cosa ancora più strabiliante o divertente è che questo testo si presta ai più svariati usi: di volta in volta sono stati catturati fascisti, ebrei, comunisti ed ora, dopo la recente campagna anti-rom, anche gli zingari.
Gli statunitensi ad esempio, negli anni ‘50, in pieno maccartismo, omissero la parola comunista. Un ulteriore versione sulla lapide al museo dell’olocausto del new england.
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Tags: Brecht, bufala, Niemöller, Prima di tutto vennero, zingari








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